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Newsletter "Spazio genitori": scopriamo il nuovo tema

IMG 6009“Tanti modi per dire maternità e paternità”. Essere genitori. Fare i genitori. Avviamo oggi una riflessione sul nostro impegnativo ma meraviglioso ruolo. Introduce l’argomento Angelo Fabrizio-Salvatore con una riflessione dal titolo “Genitori: un ‘mestiere’ senza formazione?”.
 
Mi accingo a scrivere questa introduzione al tema della genitorialità mentre su un canale TV attivato a caso da una delle mie figlie sta iniziando un film con Nicolas Cage nei panni di un gangster diventato padre che dopo l’ennesima telefonata con la figlia commenta rivolgendosi ad un “socio in affari”: «…i figli ti cambiano la vita…»; peccato che i propositi di smetterla col crimine per dedicarsi alla figlia, nel film (n.d.r. “Stolen”), non saranno realizzati nel breve periodo (non “spoileriamo” il bel finale del film). Insomma, prendersi cura dei figli è ciò che ci rende più umani, e questo vale a prescindere dal tipo di genitore che vorremmo essere. Occupandomi anche di formazione, da circa vent’anni, ho sempre pensato al fatto che un “corso” per genitori, se esistesse, potrebbe avere un successo strepitoso. Ma un corso “vero” sulla genitorialità non è mai esistito, perché, diciamola tutta: fare il genitore non è un mestiere, né può mai esserlo. Eppure, negli ultimi decenni ha preso sempre più piede un insidioso processo di professionalizzazione della genitorialità: c'è un'intera industria miliardaria che cerca di convincere madri e padri in tutto il mondo a educare i propri figli usando «metodi» precisi per far sì che abbiano «successo» nella vita. Ma questa moda è profondamente sbagliata, secondo il nostro modesto parere, per molte, ottime ragioni. Anche non volendo prendere in esame i più approfonditi studi evolutivi e le ricerche sull'attitudine dei bambini ad apprendere, vorremmo difendere l'importanza del ruolo protettivo dei genitori, un istinto profondamente radicato negli esseri umani. Tuttavia essere genitori non è un mestiere attraverso il quale si possa ottenere un «risultato» prestabilito. I bambini sono per loro natura fantasiosi, stupendamente inventivi e giocosi, e sono sempre molto diversi dai loro genitori. Quello che sarà il loro mondo da adulti è imprevedibile e la loro strada la dovranno trovare da sé. Quanto più i genitori saranno in grado di lasciarli sviluppare autonomamente, in un ambiente armonioso e ricco d'amore, tanto più facilmente ogni bambino potrà usare le proprie risorse per far fronte alle sfide che incontrerà lungo il cammino. Per tornare sulle parole di Rosy Paparella (già Garante regionale per i diritti dei minori e degli adolescenti) durante l’ultimo workshop dell’associazione Geni.A. dello scorso 8 febbraio:  “dobbiamo amare i nostri figli e non cercare di essere amati dai nostri figli” (aggiungiamo) magari cercando la loro approvazione incondizionata con regali e concessioni oltre ogni limite…
 

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