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Newsletter "Spazio genitori": In amore vince chi fugge... quello che vogliono farci credere

away 1020288 960 720*di Mariangela Taccogna

In amore vince chi fugge. Ma chi fugge, da cosa fugge?

Vogliono farci credere che le relazioni durano finché va bene. Che basta andare d’accordo e che quando l’armonia finisce ognuno va per la sua strada. Vogliono farci credere che l’amore è batticuore. Che non c’entra nulla con la volontà e con la cura, l’attenzione all’altro. Vogliono farci credere che prima di tutto c’è l’”io”. Che il “noi” non è importante. Che le esigenze e i sentimenti dell’altro possono non essere considerati se questo mi porta vantaggio. Vogliono farci credere che i soldi, gli status symbol, siano l’unico scopo della nostra vita. Che fanno la felicità. Che ci sarà sempre tempo per altro.

Vogliono farci credere che il corpo è un elemento da mostrare, che la sensualità è la chiave per ottenere la considerazione dell’altro. Che non è il custode della nostra anima, perché di un’anima non abbiamo bisogno. Vogliono farci credere che non è necessario desiderare la felicità. Che basta accontentarsi della serenità, di un tranquillo stare al mondo. Vogliono farci credere che sognare e desiderare siano semplicemente verbi all’infinito. Che non hanno cittadinanza nella vita reale. Che il sognatore è un illuso, un perdente. Vogliono farci credere che sia fondamentale accordare il ritmo della nostra vita a quello del mondo. Un ritmo frenetico, veloce. Il ritmo del fare, l’accelerazione. Questi si che sono valori! Vogliono farci credere che, come tutto il resto, anche l’amore è consumazione, mordi e fuggi, usa e getta. Che sentire, andare in profondità, fare attenzione alle emozioni (mie e dell’altro) sia una perdita di tempo. Vogliono farci credere che la tenerezza e la gentilezza sono da sfigati, da deboli. Che è meglio attaccare che essere attaccati. Che vince chi è più forte. Chi è prepotente. Anche in amore. Già. Perché è meglio fuggire, sottrarsi, non affrontare. Perché è meglio arrivare che godersi il viaggio, vincere piuttosto che provare, avere più che essere. Siamo ad un bivio e dobbiamo fare una scelta: seguire la corrente o provare a remare “in direzione ostinata e contraria”, citando De Andrè. Tu, da che parte intendi proseguire?

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