Versione testuale

Arte, scienza e psicologia

Gran finale del numero della newsletter "Spazio genitori" di questo mese con l'articolo a cura di Stefano D’Angela
***
Arte, Scienza e Psicologia. Dove trovare il perfetto crocevia tra queste tre grandiose dimensioni dell’umano intelletto? Non in un’improbabile materia interdisciplinare, né in una difficile analisi del lessico o dell’impatto sociale di ciascuna.
Facile: nell’incontro virtuale tra l’insuperata, storica incarnazione dell’artista-scienziato, quella del celeberrimo Leonardo, e lo psicologo per antonomasia, quel Sigmund Freud che nel 1910 pubblica l’intenso saggio Un ricordo d’infanzia di Leonardo da Vinci, poco dopo il Secondo Congresso Internazionale di Psicoanalisi, tenutosi a Norimberga e organizzato da un giovane Carl Gustav Jung. Come più volte succederà nel corso della sua monumentale opera, Freud crede di rivelare la vera origine dell’estro e della genialità di personaggi di assoluta eccellenza. In particolare, del grande Leonardo riferisce l’attaccamento morboso alla madre naturale, nella totale assenza della figura del padre, ritrovato solo dopo la morte della madre stessa, sposato a un’altra donna, che diventerà la sua matrigna. A rendere la ricostruzione delle vicende infantili di Leonardo più interessante, ecco la precisazione che egli immaginasse la madre,  come molti bambini privati della figura paterna nel periodo della prima infanzia, come provvista di caratteristiche maschili, al punto da fare un sogno in cui ella, con le fattezze di un avvoltoio, lo percuote con la sua coda in culla. Le impressionanti capacità creative e inventive del personaggio-simbolo del connubio tra arte e scienza vengono così spiegate come la trasformazione di fantasie angosciose sulle caratteristiche fisiche e di ruolo della figura materna, che lo porterà a un sostanziale ripudio in età adulta del rapporto con qualsiasi donna. Il concetto proposto da Freud, per la verità non nuovo già ai suoi tempi è, per l’appunto, quello di “sublimazione”: l’energia meno nobile sprigionata nelle emozioni e nei sentimenti di angoscia, di collera, di paura, e nelle relative fantasie, viene convertita in un’azione o in un prodotto socialmente compatibile e persino godibile (l’opera d’arte o la scoperta scientifica).  Nell’opera figurativa di Leonardo l’accuratezza e la maniacalità dei particolari  anatomici deriverebbero dalle fantasie tormentose fatte già in culla sulle caratteristiche corporee della madre, percepite infine come androgine (cioè contenenti sia l’elemento maschile che quello femminile). La stessa origine avrebbe la cosiddetta “enigmaticità” del sorriso e delle espressioni dei soggetti femminili raffigurati (la Monna Lisa, primo fra tutti). La bramosia e la raffinatezza della ricerca tecnologica leonardiana, invece, trarrebbero la loro origine dal bisogno, mai soddisfatto, della presenza rassicurante di una seconda figura di accudimento, quella paterna, dunque dalla sublimazione di fantasie di forza, padronanza e virilità (le macchine da guerra, i prototipi di elicottero, ecc.).  La sublimazione avviene completamente al di fuori della consapevolezza, soddisfa completamente l’individuo e gli conferisce equilibro psichico stabile e aconflittuale, dando luogo al contempo a prodotti di altissimo valore per la comunità. Un meccanismo perfetto che rende inindovinabile l’origine angosciosa del suo innesco. Ma ad alcuni individui, gli artisti e gli scienziati, parafrasando l’Ovidio della Metamorfosi, il creatore di tutte le cose Os Sublime Dedit: il loro sguardo è destinato ad essere rivolto verso l’alto, in una direzione contraria a quella degli istinti e dei bisogni primordiali. Un dono non comune, che spiega completamente l’ammirazione e l’interesse che  i “normali” esseri umani provano verso gli immortali capolavori dell’arte e gli strabilianti risultati della scienza.

I cookie sono piccoli file di testo scaricati sul tuo computer ogni volta che visiti un sito web. Sono utilizzati per migliorare l'esperienza di navigazione e per alcune funzionalità delle pagine web.
Cliccando sul tasto ok accetti di utilizzare i nostri cookie